Il 31 agosto 2026 rappresenta l'ultimo giorno utile per utilizzare le somme ancora disponibili sulla Carta del Docente relative all'anno scolastico 2024/25. Da domani, 1° settembre, quell'importo non sarà più spendibile: chi non lo ha impiegato entro oggi lo perde definitivamente.
È importante non confondere questo credito in esaurimento con il nuovo bonus dell'anno scolastico 2025/26, che vale 383 euro ed è regolato da tempistiche proprie, diverse da quelle del credito in scadenza. Per il ciclo 2025/26 è stata anche allargata la platea degli aventi diritto, includendo ora anche varie tipologie di insegnanti a tempo determinato e il personale educativo.
Chi ha ancora fondi collegati al 2024/25 deve accedere al proprio portafoglio digitale della Carta del Docente entro la giornata odierna. L'accesso alla piattaforma ufficiale richiede l'autenticazione tramite SPID o CIE, e da lì è possibile controllare il saldo disponibile e generare eventualmente il buono elettronico necessario per l'acquisto. Il sistema è stato riattivato per il nuovo anno scolastico e, nei giorni scorsi, si sono registrati rallentamenti dovuti al numero elevato di utenti collegati contemporaneamente.
Il sindacato Anief ha chiesto al governo di riportare il valore annuale della Carta a 500 euro, oltre a estendere ulteriormente la platea dei beneficiari. La proposta prevede anche la trasformazione della Carta del Docente in una Carta dei servizi più ampia, che comprenda pure il personale ATA e tutte le figure precarie, compresi i supplenti con incarichi brevi o saltuari. Anief ha inoltre suggerito di reinvestire le eventuali risorse non utilizzate nel fondo dedicato alla misura, in un contesto già segnato da diverse pronunce giudiziarie che negli ultimi anni hanno ridefinito il perimetro di applicazione del beneficio.
Un passaggio rilevante riguarda la sentenza n. 121/2025 della Corte costituzionale, con cui i giudici hanno respinto i dubbi sollevati in merito alla copertura finanziaria della Carta del Docente, confermando l'impianto della misura così come delineato dalla giurisprudenza europea e da quella della Cassazione. La Consulta ha ribadito che il beneficio spetta anche agli insegnanti non di ruolo titolari di un incarico annuale, in linea con i criteri individuati dai tribunali.
Questo orientamento trae origine da una precedente pronuncia della Corte di Cassazione, la sentenza n. 29961/2023, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta anche ai docenti con supplenze fino al 31 agosto o fino al 30 giugno. Le conseguenze di quella decisione si sono poi riflesse nella normativa successiva, che ha ampliato per legge la platea dei destinatari del bonus.
Un capitolo a parte riguarda i crediti riconosciuti ai docenti in seguito a un ricorso vinto in tribunale. In questi casi le somme non vanno equiparate all'accredito ordinario annuale: le modalità e i tempi di utilizzo dipendono dal provvedimento specifico e dalla normativa in vigore al momento dell'accredito. Anche per questa categoria di importi, la raccomandazione è di verificare direttamente sulla piattaforma della Carta del Docente l'eventuale presenza di somme arretrate ancora da spendere.