Dopo la pubblicazione degli esiti della mobilità ATA 2026/27, avvenuta lo scorso 12 giugno, nelle scuole italiane risultano ancora vacanti quasi 35.000 posti. Si tratta della base di partenza per le prossime operazioni di reclutamento, ma le immissioni in ruolo previste — stimate tra 9.000 e 10.000 unità — copriranno solo una parte di queste disponibilità. Il resto sarà assegnato con contratti a tempo determinato. Di seguito gli avvisi pubblicati dagli Uffici Scolastici Provinciali, aggiornati a Martedì, 23 Giugno.
La conclusione delle operazioni di mobilità del personale ATA per l'anno scolastico 2026/27, comprensive di trasferimenti e passaggi di profilo, ha restituito un quadro che si ripete ormai da diversi anni: a fronte di un organico ampio, una parte consistente dei posti non trova copertura attraverso i soli movimenti del personale già di ruolo. Le rilevazioni successive alla pubblicazione del 12 giugno parlano infatti di quasi 35.000 posti residui distribuiti sull'intero territorio nazionale, un numero che fotografa la distanza tra il fabbisogno reale delle scuole e la dotazione stabile effettivamente disponibile. Queste disponibilità riguardano tutti i profili del comparto, dai collaboratori scolastici agli assistenti amministrativi e tecnici, e rappresentano il punto di riferimento da cui prenderanno le mosse le operazioni di reclutamento delle prossime settimane.
La risposta, secondo lo scenario che si va delineando, è negativa. Negli ultimi anni il Ministero dell'Istruzione e del Merito non ha mai autorizzato immissioni in ruolo corrispondenti al totale delle disponibilità emerse dopo la mobilità. Il meccanismo che governa le assunzioni è infatti vincolato a un'autorizzazione annuale concessa dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, che valuta i limiti di spesa e il turnover effettivamente consentito. In altre parole, il numero di posti liberi negli organici non coincide quasi mai con il numero di posti che il sistema è autorizzato a coprire in modo stabile. Anche per il 2026/27 l'orientamento appare quello di una copertura soltanto parziale, in linea con la prassi consolidata degli ultimi cicli di reclutamento.
Secondo le prime stime, le immissioni in ruolo del personale ATA potrebbero attestarsi tra le 9.000 e le 10.000 unità, un valore nettamente inferiore alle quasi 35.000 disponibilità attualmente presenti negli organici. Se queste previsioni dovessero trovare conferma nell'autorizzazione ministeriale, una quota molto rilevante dei posti rimasti vacanti dopo la mobilità sarebbe destinata a essere coperta non con assunzioni stabili, ma attraverso contratti a tempo determinato. È un dato che incide direttamente sulle prospettive di chi attende un'immissione in ruolo e che conferma, ancora una volta, il peso strutturale delle supplenze nel funzionamento ordinario delle scuole italiane.
Gli Uffici Scolastici Provinciali stanno pubblicando, con tempistiche differenziate, gli avvisi relativi ai posti rimasti liberi dopo i movimenti. Si tratta di documenti fondamentali per orientarsi sulle disponibilità territoriali, profilo per profilo, in vista delle convocazioni e delle assunzioni a tempo determinato. Di seguito gli avvisi finora reperibili, organizzati per regione e aggiornati a martedì 23 giugno; l'elenco viene integrato man mano che le singole province completano la pubblicazione.
Lombardia
Liguria
Veneto
Emilia Romagna
Toscana
Abruzzo
Molise
Puglia
Sicilia
Quanti posti ATA sono rimasti vacanti dopo la mobilità 2026/27?
Dopo la pubblicazione degli esiti della mobilità del personale ATA, avvenuta il 12 giugno 2026, nelle scuole italiane risultano ancora disponibili quasi 35.000 posti. La cifra comprende tutti i profili del comparto e rappresenta la base di partenza per le operazioni di reclutamento dell'anno scolastico 2026/27.
Quante immissioni in ruolo ATA sono previste per il 2026/27?
Secondo le prime stime, le immissioni in ruolo del personale ATA dovrebbero attestarsi tra le 9.000 e le 10.000 unità, un numero nettamente inferiore alle quasi 35.000 disponibilità presenti negli organici. Il dato definitivo dipenderà dall'autorizzazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Perché non tutti i posti ATA vacanti vengono coperti con assunzioni stabili?
Perché le immissioni in ruolo sono vincolate a un'autorizzazione annuale del MEF, che tiene conto dei limiti di spesa e del turnover effettivamente consentito. Per questo il numero di posti liberi negli organici non coincide quasi mai con quello dei posti coperti a tempo indeterminato.
Come saranno coperti i posti ATA non assegnati con immissioni in ruolo?
La quota di posti vacanti non coperta da assunzioni a tempo indeterminato sarà assegnata attraverso contratti a tempo determinato, ossia supplenze, che restano un elemento strutturale nel funzionamento ordinario delle scuole.
Dove si consultano gli avvisi sui posti ATA disponibili dopo la mobilità?
Gli avvisi vengono pubblicati dai singoli Uffici Scolastici Provinciali, con tempistiche differenziate. Indicano le disponibilità residue profilo per profilo e sono il riferimento per le convocazioni e le supplenze. Gli avvisi finora reperibili sono raccolti e aggiornati nell'articolo, organizzati per regione.