Vuoi diventare insegnante? Ecco tutto quello che devi fare nel 2026: titoli, 60 CFU, GPS e concorsi

di: - 19/06/2026

Diventare docente nella scuola secondaria di primo e secondo grado nel 2026 significa affrontare un percorso più strutturato rispetto al passato. Con le innovazioni introdotte dal D.L. 36/2022, convertito nella Legge 79/2022, la sola laurea magistrale non è più sufficiente per insegnare di ruolo: occorrono anche l'abilitazione all'insegnamento e i 60 CFU del percorso di formazione iniziale. Chi vuole intraprendere questa strada deve quindi conoscere l'intero iter, dalla formazione ai concorsi, dalle GPS alle immissioni in ruolo. Di seguito trovi tutto quello che devi fare, passo dopo passo.

Quali sono i requisiti per diventare insegnante nella scuola secondaria?

Per insegnare di ruolo nella scuola secondaria servono tre requisiti che vanno posseduti contemporaneamente: una laurea magistrale che dia accesso a una classe di concorso, l'abilitazione all'insegnamento e 60 CFU conseguiti attraverso un percorso accademico di formazione iniziale, selezione e prova. Solo chi è in possesso di tutti e tre i titoli può partecipare ai concorsi selettivi per l'immissione in ruolo.

Il quadro nasce dal D.L. 36/2022: la riforma ha superato il vecchio modello in cui bastava la laurea per accedere alle procedure concorsuali, introducendo un percorso di formazione iniziale obbligatorio. L'obiettivo dichiarato è sviluppare e accertare nei futuri docenti le competenze culturali, disciplinari, pedagogiche, psicopedagogiche, didattiche e metodologiche, relazionali, valutative, organizzative e inclusive, oltre alla capacità di progettare percorsi didattici flessibili e di esercitare con consapevolezza la funzione docente nel rispetto della deontologia professionale.

Requisito Dettaglio
Titolo di studio Laurea magistrale abilitante a una classe di concorso
Formazione aggiuntiva 60 CFU tramite percorso abilitante (università o AFAM)
Abilitazione Conseguita al termine del percorso da 60 CFU
Eccezione ITP Diploma di II grado (fino al 31 dicembre 2026)

Cos'è il percorso abilitante da 60 CFU e dove si frequenta?

Il percorso abilitante da 60 CFU è il corso di formazione iniziale che porta all'abilitazione all'insegnamento e si frequenta presso le università o le istituzioni AFAM. È il cuore della riforma: attraverso questo percorso l'aspirante docente acquisisce le competenze pedagogiche, didattiche e disciplinari necessarie a esercitare la professione, completate da una fase di selezione e da una prova finale.

Il percorso non si limita alla teoria: integra la formazione culturale e disciplinare con l'apprendimento delle metodologie didattiche, della valutazione, dell'inclusione e della progettazione di percorsi flessibili. È proprio il superamento di questo iter, con la relativa prova, a far conseguire l'abilitazione, ossia il titolo che, insieme alla laurea e ai 60 CFU, completa il profilo richiesto per concorrere al ruolo.

Gli insegnanti ITP possono ancora partecipare con il solo diploma?

Sì, ma solo fino al 31 dicembre 2026. Per gli insegnanti Tecnico-Pratici (ITP) è infatti consentita, in via eccezionale e temporanea, la partecipazione ai concorsi con il solo diploma di secondo grado. Dal 1° gennaio 2027, salvo ulteriori proroghe, anche per gli ITP scatterà l'obbligo della laurea.

Chi rientra in questa categoria e punta al ruolo ha quindi una finestra precisa: deve muoversi entro la fine del 2026 per concorrere con i requisiti attuali. Trascorso quel termine, l'equiparazione con gli altri docenti della secondaria diventerà piena e comporterà l'obbligo di conseguire sia la laurea sia i 60 CFU abilitanti.

Come lavorare da supplente in attesa del concorso?

Chi non ha ancora completato l'iter abilitante, o è in attesa di partecipare a un concorso, può comunque insegnare come supplente attraverso più canali: le GPS, gli elenchi aggiuntivi, l'interpello e la MAD. La via principale resta l'iscrizione nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze.

Nelle GPS ci si iscrive in prima fascia se si è già conseguita l'abilitazione o la specializzazione sul sostegno, mentre in seconda fascia confluiscono i laureati in attesa di abilitazione. Esiste poi un canale dedicato a chi consegue la laurea o l'abilitazione oltre il termine fissato dall'Ordinanza Ministeriale ma comunque entro il 31 dicembre 2026: in questo caso è possibile presentare domanda di inserimento negli elenchi aggiuntivi per l'anno scolastico 2027/2028, ai quali si attinge dopo lo scorrimento della prima fascia e in via prioritaria rispetto alla seconda fascia.

Per i neolaureati privi di abilitazione o specializzazione restano infine due strade residuali: la procedura dell'interpello, attivata dalle scuole per i posti non coperti dalle graduatorie, e la MAD (Messa A Disposizione), con cui ci si propone direttamente agli istituti.

Canale Chi può accedere Posizione
GPS – I fascia Abilitati o specializzati sul sostegno Priorità nelle supplenze annuali e TDA
GPS – II fascia Laureati in attesa di abilitazione Dopo scorrimento I fascia
Elenchi aggiuntivi Abilitati entro il 31/12/2026 Priorità sulla II fascia (a.s. 2027/2028)
Interpello Tutti gli aspiranti Residuale, per posti non coperti
MAD Tutti gli aspiranti Residuale, su richiesta diretta alle scuole

Come funzionano i concorsi per il ruolo?

I concorsi per il ruolo vengono banditi periodicamente dal Ministro dell'Istruzione e del Merito in relazione al numero di posti vacanti e disponibili autorizzati dal MEF. Con il bando vengono fissati le date di presentazione delle domande, i titoli richiesti, il numero dei posti e i requisiti di partecipazione.

Al termine delle prove previste, i candidati vengono graduati in base al punteggio complessivo ottenuto nelle prove e nei titoli posseduti. Entra in ruolo un numero di docenti pari ai posti messi a bando: sono i vincitori. Chi supera le prove ma resta fuori dal contingente dei posti viene dichiarato idoneo e può presentare ogni anno domanda di inserimento negli elenchi regionali, sia nella regione in cui ha sostenuto il concorso sia in altre regioni. È proprio dall'idoneità, attraverso lo scorrimento di questi elenchi, che derivano molte delle immissioni in ruolo successive alla pubblicazione delle graduatorie.

In sintesi: il percorso passo dopo passo

Diventare insegnante di ruolo nella scuola secondaria nel 2026 significa, in ordine: conseguire una laurea magistrale valida per una classe di concorso, frequentare il percorso abilitante da 60 CFU e ottenere l'abilitazione, iscriversi nelle GPS per lavorare da supplente nell'attesa, e infine superare un concorso rientrando tra i vincitori per l'immissione in ruolo. Per gli ITP resta la finestra del solo diploma fino al 31 dicembre 2026.

FAQ – Domande frequenti

Quali titoli servono per insegnare nella scuola secondaria nel 2026?
Servono tre requisiti contemporaneamente: una laurea magistrale che dia accesso a una classe di concorso, l'abilitazione all'insegnamento e 60 CFU conseguiti con un percorso di formazione iniziale. La sola laurea non è più sufficiente per il ruolo.

Cosa sono i 60 CFU per insegnare?
Sono i crediti del percorso abilitante di formazione iniziale, frequentabile presso università o istituzioni AFAM. Al termine del percorso, con il superamento della prova finale, si consegue l'abilitazione all'insegnamento.

Gli ITP possono ancora insegnare con il solo diploma?
Sì, ma solo fino al 31 dicembre 2026. Dal 1° gennaio 2027, salvo proroghe, anche gli insegnanti Tecnico-Pratici dovranno possedere la laurea oltre ai 60 CFU abilitanti.

Come si lavora come supplente in attesa del concorso?
Iscrivendosi nelle GPS (prima fascia per abilitati e specializzati sul sostegno, seconda fascia per i laureati in attesa di abilitazione). In via residuale è possibile proporsi tramite interpello e MAD.

Cosa sono gli elenchi aggiuntivi alle GPS?
Sono elenchi riservati a chi consegue laurea o abilitazione oltre il termine dell'Ordinanza ma entro il 31 dicembre 2026. Si attinge a questi elenchi dopo lo scorrimento della prima fascia e in via prioritaria rispetto alla seconda, per l'anno scolastico 2027/2028.

Cosa succede a chi supera il concorso ma non è vincitore?
Viene dichiarato idoneo e può presentare ogni anno domanda di inserimento negli elenchi regionali, anche in regioni diverse da quella in cui ha sostenuto il concorso, in attesa di un'eventuale immissione in ruolo per scorrimento.

Chi decide quanti posti mettere a concorso?
Il numero dei posti viene autorizzato dal MEF; il Ministro dell'Istruzione e del Merito bandisce poi i concorsi fissando posti, requisiti e modalità.