Quali titoli servono, come funzionano le graduatorie e quando presentare la domanda per lavorare nelle scuole statali.
Per diventare collaboratore scolastico, la figura comunemente chiamata “bidello”, il percorso ordinario per chi inizia consiste nell’inserimento nelle graduatorie ATA di terza fascia, utilizzate dalle scuole per assegnare supplenze.
Non serve una laurea e la procedura di inserimento è per titoli, senza prove scritte o orali. Occorre però possedere un titolo di studio valido, rispettare i requisiti del bando e presentare la domanda nella finestra stabilita dal Ministero. L’iscrizione in graduatoria non comporta un’assunzione automatica.
Il collaboratore scolastico appartiene al personale ATA, cioè amministrativo, tecnico e ausiliario, e contribuisce al funzionamento quotidiano della scuola.
Tra le sue attività rientrano l’accoglienza e la sorveglianza degli alunni e del pubblico, la pulizia degli ambienti e degli arredi, la custodia dei locali e la collaborazione con i docenti. È una figura che richiede attenzione, affidabilità e capacità di relazionarsi con bambini, ragazzi e famiglie.
Il DM 89/2024, che disciplina la terza fascia ATA 2024–2027, ammette diversi titoli:
diploma di maturità, indipendentemente dall’indirizzo;
diploma di qualifica triennale di un istituto professionale;
certificato di competenze del primo triennio dei percorsi previsti dal D.lgs. 61/2017, con promozione alla quarta classe e le competenze richieste;
diploma di maestro d’arte o di scuola magistrale per l’infanzia;
attestato o diploma di qualifica professionale triennale rilasciato o riconosciuto dalla Regione.
La sola licenza media non basta per un nuovo inserimento ordinario. Esistono specifiche disposizioni di salvaguardia per precedenti inserimenti e determinati servizi: vanno verificate sul singolo caso.
Sono richiesti anche i requisiti generali del bando, tra cui maggiore età, cittadinanza ammessa, godimento dei diritti civili e politici e assenza di cause di esclusione. Il bando 2024 prevedeva inoltre il limite di 67 anni al 1° settembre 2024: per il prossimo aggiornamento andrà controllata la nuova disposizione.
No: il collaboratore scolastico è escluso dall’obbligo della Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale come requisito di accesso. Lo precisa anche il portale ministeriale dedicato alle graduatorie ATA.
La certificazione può però avere un’utilità ai fini del punteggio. Nella terza fascia 2024–2027, la CIAD può essere valutata per il collaboratore scolastico come certificazione informatica, con 0,25 punti.
Si valuta un solo titolo informatico: possedere più certificazioni non permette di sommare più volte questi 0,25 punti. È una distinzione importante rispetto ai profili nei quali la CIAD è richiesta per accedere e non attribuisce, quindi, punteggio aggiuntivo.
La domanda per la terza fascia non può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno.
Le graduatorie attuali riguardano il triennio 2024–2027. L’ultima finestra ordinaria si è chiusa il 28 giugno 2024. Alla data del 9 ottobre 2026, dalle fonti ufficiali consultate non risultano pubblicate le date del prossimo aggiornamento, atteso nel 2027 in base alla durata triennale delle graduatorie.
Chi vuole inserirsi per la prima volta deve quindi attendere il nuovo provvedimento ministeriale, che definirà calendario, modalità e requisiti applicabili. Le date del 2024 non devono essere utilizzate come calendario per la prossima domanda.
Nell’ultimo aggiornamento la procedura si svolgeva online attraverso POLIS – Istanze Online. La preparazione della domanda richiede di verificare l’accesso al servizio, aggiornare i recapiti e raccogliere i dati relativi a titoli e servizi.
Il modello del triennio 2024–2027 prevedeva la scelta di un’unica provincia e fino a 30 istituzioni scolastiche. Una delle scuole indicate era destinataria dell’istanza e si occupava della sua gestione. Era possibile richiedere più profili ATA con la stessa domanda, purché in possesso dei rispettivi requisiti.
Per prepararsi, è utile tenere a disposizione:
denominazione del titolo di studio, voto, data e istituto di conseguimento;
eventuali certificazioni e altri titoli;
dati degli eventuali servizi prestati;
recapiti email e telefonici aggiornati;
una selezione di scuole concretamente raggiungibili.
Quando la procedura sarà aperta, sarà importante verificare l’inoltro definitivo e conservare la ricevuta: salvare una domanda in bozza non equivale a presentarla.
Dopo la valutazione delle domande e la formazione delle graduatorie, le scuole contattano gli aspiranti per verificare la disponibilità ad accettare una supplenza. Il Ministero indica l’utilizzo della posta elettronica, ordinaria o certificata.
Conviene quindi controllare regolarmente la casella indicata nella domanda, compresa la cartella spam, e leggere con attenzione durata dell’incarico, orario, sede e termine per rispondere. Ricevere una convocazione non significa avere già ottenuto il posto: la disponibilità viene verificata nell’ambito dello scorrimento della graduatoria.
La terza fascia rappresenta il canale ordinario di ingresso per chi possiede i titoli richiesti e cerca le prime supplenze, anche senza precedente esperienza.
Le graduatorie permanenti, comunemente chiamate “ATA 24 mesi”, sono invece rivolte a chi ha già maturato il servizio richiesto e soddisfa le ulteriori condizioni del relativo bando. Sono utilizzate anche per le assunzioni a tempo indeterminato, nei limiti dei posti autorizzati.
Il passaggio non avviene automaticamente: occorre partecipare alla specifica procedura.
Il primo passo è verificare il proprio titolo di accesso. Successivamente, conviene organizzare i documenti e valutare eventuali certificazioni sulla base del profilo scelto, evitando di attribuire al collaboratore scolastico punteggi previsti per altre figure ATA.
Chi desidera approfondire la formazione digitale può consultare il percorso CIAD di Soloformazione.it, con certificazione DigComp 2.2 rilasciata da Intertek Italia sotto accreditamento Accredia. Per il collaboratore scolastico resta una scelta facoltativa: la sua valutazione nel prossimo aggiornamento dovrà essere verificata nelle nuove tabelle ministeriali.