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PEI e ore di sostegno: cosa cambia dal 1° ottobre 2026

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PEI e ore di sostegno
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      Nuove scadenze, maggiore attenzione alla continuità delle ore e modifiche al funzionamento del GLO: il decreto scuola interviene sulla progettazione dell’inclusione. Ecco le novità e i punti che richiedono ancora chiarimenti.

      Dal 1° ottobre 2026 sono cambiate alcune regole che riguardano il Piano educativo individualizzato e la definizione delle ore di sostegno. Le novità arrivano dall’articolo 1 del decreto-legge 30 settembre 2026, n. 170, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227.

      Il provvedimento interviene su aspetti che incidono concretamente sul lavoro delle scuole e sulla vita delle famiglie: quando preparare il PEI, come individuare le ore necessarie e come procedere quando una componente del gruppo di lavoro non partecipa alla riunione. Il decreto è già in vigore, ma il suo contenuto potrà essere modificato durante la conversione in legge.

      Le scadenze dipendono dalla situazione dell’alunno. Il nuovo calendario distingue chi entra in un percorso di inclusione da chi prosegue nella stessa scuola:

      Situazione Tempistiche previste
      Nuova iscrizione o nuova certificazione PEI provvisorio entro giugno e definitivo entro il 15 ottobre
      Alunno già seguito e già iscritto nella stessa scuola PEI definitivo entro giugno, con aggiornamenti, correttivi e integrazioni entro le prime due settimane di ottobre

      Per chi prosegue il percorso, il testo mantiene la possibilità di modifiche successive quando emergono nuove o sopravvenute condizioni di funzionamento della persona.

      L’applicazione al 2026/27 presenta però un problema concreto: la nuova norma è entrata in vigore quando giugno era già passato. Anche l’Associazione Italiana Persone Down ha segnalato la necessità di chiarire questo passaggio. Presentare tutte le nuove scadenze come adempimenti già dovuti prima dell’estate sarebbe quindi fuorviante: occorre distinguere il calendario introdotto dalla legge dalla gestione della fase iniziale.

      Le ore di sostegno devono essere definite e motivate. Il PEI passa dalla formulazione di una proposta alla definizione motivata delle ore da assegnare alla classe. Nel passaggio all’anno successivo va valutato prioritariamente il mantenimento delle ore precedenti, fatta salva l’assegnazione dell’organico e salvo aggiornamenti motivati.

      Questo non significa che il numero di ore diventi immutabile. Come evidenzia AIPD, la priorità alla continuità non equivale a una conferma automatica; restano centrali la valutazione dei bisogni e le verifiche periodiche del PEI. L’associazione chiede inoltre chiarimenti sulla clausola relativa all’organico e sugli aggiornamenti legati ai cambiamenti del contesto. Sono osservazioni sul provvedimento, da distinguere dalle disposizioni già approvate.

      Per chi lavora in classe, una conseguenza pratica è l’importanza di documentare bene le esigenze educative. Descrivere attività, ostacoli alla partecipazione, autonomie e interventi necessari aiuta a rendere comprensibile il collegamento tra il progetto didattico e le risorse richieste.

      Il GLO può approvare il PEI anche in assenza di una componente, purché sia stata regolarmente convocata e l’assenza impedisca il rispetto dei termini. Il decreto conserva il richiamo alla partecipazione previsto dal decreto legislativo 66/2017. Questa disposizione non autorizza quindi a omettere le convocazioni.

      È utile ricordare che il PEI riguarda l’intero percorso scolastico dell’alunno. I modelli nazionali e le linee guida ministeriali lo collocano nella progettazione dell’inclusione: la sua funzione comprende la partecipazione alla vita della classe e lo sviluppo delle potenzialità personali. Ridurre il confronto al solo conteggio delle ore rischia di lasciare sullo sfondo la qualità degli interventi.

      Per scuole e famiglie, il lavoro immediato è verificare il percorso di ciascun alunno. Conviene controllare il calendario delle riunioni, raccogliere le osservazioni delle prime settimane e individuare gli aspetti del progetto che richiedono una revisione. Nei verbali, una descrizione precisa delle decisioni e delle motivazioni rende più chiaro il lavoro svolto.

      Il testo da consultare è il decreto-legge n. 170 del 30 settembre 2026. Per l’applicazione durante questo anno scolastico sarà altrettanto importante seguire i chiarimenti ufficiali e l’esito della conversione, soprattutto sui passaggi che coinvolgono scadenze già trascorse.

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