Concorsi docenti 2018: presentata la prima bozza del regolamento

di: Redazione - 05/06/2018
Concorsi docenti 2018: presentata la prima bozza del regolamento

In un incontro al Miur è stata illustrata la prima bozza del regolamento dei futuri concorsi per i docenti della scuola secondaria. Si tratta del concorso ordinario e del concorso riservato a chi ha maturato 3 anni di servizio negli ultimi 8 anni.

Il regolamento (un DPR) ha un iter complesso e prevede il parere del CSPI (Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione), del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari competenti.

I tempi di approvazione non saranno brevi, per cui i bandi saranno pubblicati presumibilmente verso al fine del 2018.

Insieme al regolamento, sono previsti altri decreti del Ministro relativi a:

  • caratteristiche e organizzazione dei primi due anni del FIT: le regole per il terzo anno sono già state definite dal DM 984/17.

  • percorsi formativi destinati al personale di ruolo per acquisire i titoli utili per il passaggio ad altro insegnamento o tipologia di posto, come previsto dall’art. 4 comma 3 del Dlgs 59/17.

Sul merito delle regole dei prossimi concorsi, sono previste ulteriori occasioni di confronto, trattandosi ancora di una prima stesura del testo.

È invece importante chiarire come funzionerà la gestione del concorso riservato in particolare per quanto riguarda i requisiti di accesso.

Il concorso per chi ha svolto almeno 3 anni di servizio a scuola

Come è noto per partecipare al concorso riservato occorre avere almeno 3 anni di servizio negli ultimi 8 alla data del bando di concorso. Per anno di servizio si intendono almeno 180 giorni nell’anno scolastico, anche non continuativi, oppure un servizio ininterrotto almeno dal 1° febbraio agli scrutini finali.

Se si è in possesso del requisito dei 3 anni è possibile partecipare per tutte le classi di concorso/tipologie di posto per le quali si ha almeno un anno di servizio. Pertanto si potrà partecipare al concorso riservato su classe di concorso o su sostegno solo se si è maturato almeno un anno di servizio per quella tipologia di posto, a differenza del concorso ordinario per il quale, avendo i titoli di accesso ad una classe di concorso, si può partecipare sia per posto comune che per sostegno.

Ecco le tappe che condurranno al ruolo:

  • svolgimento, nell’ambito del concorso, di una prova scritta, il cui obiettivo è di valutare il grado delle conoscenze del candidato su una specifica disciplina, scelta dall’interessato tra quelle afferenti alla classe di concorso. Nel caso delle classi di concorso concernenti le lingue e culture straniere, la prova deve essere prodotta nella lingua prescelta;

  • svolgimento, nell’ambito del concorso, di una prova orale di carattere didattico – metodologico;

  • accesso, dopo il superamento del concorso e per scorrimento della graduatoria di merito regionale, al primo anno del percorso FIT, al fine di acquisire il diploma di specializzazione;

  • esonero delle attività del secondo anno del percorso FIT e dall’acquisizione dei crediti previsti per il secondo e terzo anno;

  • svolgimento supplenze nel corso del terzo anno su posti vacanti nell’ambito territoriale di appartenenza.

Concorso laureati con 24 CFU

Il concorso nazionale per l’accesso al percorso FIT è indetto ogni due anni su base regionale. Nel caso in cui il numero dei posti da mettere a bando sia esiguo, il concorso è bandito su base interregionale.

Gli aspiranti docenti possono partecipare in una sola regione e, avendone i requisiti, per più tipologie di posto.

I requisiti necessari per poter partecipare al Concorso sono:

a) laurea magistrale o a ciclo unico oppure diploma di II livello dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica oppure titolo equipollente o equiparato, coerente con le classi di concorso

vigenti alla data di indizione del concorso;

b) 24 crediti formativi universitari o accademici (CFU/CFA) in discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, garantendo comunque il possesso di almeno 6 crediti in ciascuno di almeno 3 dei seguenti quattro ambiti disciplinari: pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione; psicologia; antropologia; metodologie e tecnologie didattiche.

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