Il punteggio GPS è l’elemento che determina la posizione in graduatoria e, di conseguenza, le possibilità concrete di ottenere una supplenza. Comprendere come viene calcolato, quali titoli incidono di più e quali novità sono attese per il prossimo aggiornamento è fondamentale per evitare errori e pianificare correttamente il proprio percorso.
Di seguito trovi una guida completa in formato FAQ, pensata per rispondere alle domande più frequenti degli aspiranti docenti.
Il punteggio GPS è il valore numerico che stabilisce l’ordine di inserimento nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze.
Le GPS sono elenchi ordinati esclusivamente in base al punteggio: chi ha più punti viene convocato prima.
Anche pochi punti di differenza possono determinare:
l’ottenimento o meno di una supplenza;
la durata dell’incarico;
la continuità lavorativa durante l’anno scolastico.
Le GPS vengono utilizzate per assegnare:
supplenze annuali fino al 31 agosto, su posti vacanti;
supplenze fino al 30 giugno, su posti disponibili ma non vacanti.
Entrambe le tipologie consentono di maturare punteggio pieno, valido per i successivi aggiornamenti.
Le graduatorie sono strutturate per:
provincia;
grado di scuola (Infanzia, Primaria, Secondaria di I e II grado);
tipologia di posto (comune o sostegno);
fascia di appartenenza.
Esistono prima fascia e seconda fascia:
la prima fascia è riservata ai docenti abilitati o specializzati;
la seconda fascia include chi possiede il titolo di studio valido ma non l’abilitazione.
Il punteggio GPS è dato dalla somma di:
titolo di accesso;
titoli di servizio;
titoli culturali aggiuntivi (master, corsi, certificazioni);
eventuali titoli specifici (abilitazioni, TFA sostegno, CLIL).
Ogni voce ha un peso preciso stabilito dalla tabella ministeriale.
Il titolo di accesso rappresenta la base del punteggio.
Per la scuola secondaria:
si parte da 12 punti con un voto fino a 76/110;
per ogni voto superiore il punteggio aumenta gradualmente;
con 110/110 si raggiungono 29 punti;
con 110 e lode si arriva a 33 punti.
Questo punteggio non cambia nel tempo e non è modificabile.
Il servizio è uno degli elementi più determinanti.
Il punteggio dipende dal numero di giorni di supplenza svolti nello stesso anno scolastico:
il punteggio inizia a maturare da 16 giorni;
cresce per scaglioni;
il massimo raggiungibile è 12 punti per anno scolastico.
Non è possibile superare questo limite, anche sommando più incarichi.
Il servizio specifico è quello svolto sulla stessa classe di concorso per cui si è inseriti in graduatoria.
Il servizio aspecifico è svolto su una classe diversa o su sostegno senza specializzazione.
Il servizio aspecifico vale la metà del punteggio rispetto a quello specifico, ma contribuisce comunque al totale annuo.
No.
Il servizio viene valutato anno per anno. I giorni di anni scolastici diversi non si sommano tra loro ai fini del punteggio.
Sì.
Le supplenze assegnate tramite interpelli danno punteggio pieno, esattamente come quelle assegnate tramite GPS o graduatorie d’istituto.
Questo rende gli interpelli una fonte importante sia di lavoro sia di punteggio.
Sì.
I titoli culturali aggiuntivi permettono di incrementare il punteggio.
In generale:
un master universitario vale 1 punto;
un corso di perfezionamento vale 1 punto;
il master L2 (Italiano per stranieri) vale 3 punti.
Questi titoli sono cumulabili entro i limiti previsti.
Le certificazioni linguistiche sono tra i titoli più premianti.
Il punteggio dipende dal livello QCER:
livello B2: 3 punti;
livello C1: 4 punti;
livello C2: 6 punti.
Se abbinate al corso CLIL, consentono di ottenere fino a 9 punti complessivi, rendendole una delle strategie più efficaci per migliorare la posizione in graduatoria.
Le certificazioni informatiche sono al centro di un possibile cambiamento.
Fino al 2024 ogni certificazione valeva 0,5 punti, fino a un massimo di 2 punti.
Per il 2026 si ipotizza una valutazione più selettiva, con attenzione a:
enti accreditati Accredia;
certificazioni basate sui framework europei DigComp e DigCompEdu.
È probabile un regime transitorio che tuteli i titoli già dichiarati, ma richieda standard più elevati per i nuovi inserimenti.
Il TFA Sostegno è uno dei titoli più rilevanti:
vale come titolo di accesso;
attribuisce fino a 9 punti come titolo culturale;
il punteggio aumenta in base al voto finale.
Garantisce inoltre priorità nelle convocazioni su sostegno.
Sì.
Il voto dell’abilitazione contribuisce al punteggio GPS e si somma ai punti previsti per il percorso abilitante stesso.
Dal 2026 è prevista anche l’equiparazione del punteggio degli ITP a quello degli altri docenti abilitati.
Sì.
Per le GPS 2026 è previsto l’obbligo di conferma dell’istanza. Anche chi non ha nuovi titoli deve presentare la domanda per restare in graduatoria.
La mancata presentazione comporta l’esclusione per l’intero biennio.
Tra gli errori più frequenti ci sono:
dichiarare titoli non riconosciuti;
confondere servizio specifico e aspecifico;
sommare giorni di anni diversi;
non confermare l’istanza pensando che resti valida automaticamente.
Errori che possono costare punti o l’esclusione.
Prepararsi significa:
verificare con anticipo il proprio piano di studi;
controllare i titoli già dichiarati;
valutare con attenzione quali nuovi titoli acquisire;
evitare scelte formative casuali.
Il punteggio GPS non si improvvisa: si costruisce nel tempo.
Il punteggio GPS 2026 è il risultato di un equilibrio tra titoli, servizio ed esperienza. Capirne il funzionamento permette di fare scelte consapevoli e di non arrivare impreparati all’aggiornamento.
Nelle graduatorie, spesso, la differenza non la fa solo il titolo posseduto, ma come e quando viene dichiarato.
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