Alunni BES, Azzolina: “Maggiori tutele per chi ha bisogni educativi speciali”

di: Redazione - 06/11/2020
Alunni BES, Azzolina: “Maggiori tutele per chi ha bisogni educativi speciali”

Anche nel nuovo Dpcm del governo sono state inserite delle disposizioni a tutela degli alunni con bisogni educativi speciali, in particolare la garanzia delle lezioni in presenza.

Le scuole, in accordo con le famiglie, favoriranno la frequenza in presenza degli alunni con disabilità. Saranno coinvolti anche, dove possibile, allievi della stessa classe, per assicurare quella relazione interpersonale ed educativa fondamentale per lo sviluppo di un’inclusione effettiva e proficua.

Le scuole dovranno valutare se attivare misure per garantire la frequenza in presenza agli alunni con altri bisogni educativi speciali, qualora tali misure siano effettivamente determinanti per il raggiungimento degli obiettivi di apprendimento da parte degli alunni coinvolti.

Alunni BES: non solo frequenza ma anche inclusione

Lo scopo delle indicazioni del MIUR è quello di non permettere agli alunni BES solo di frequentare, ma anche di essere inclusi appieno.

Questo quindi significa:

  • presenza in classe;

  • presenza contemporanea di altri alunni;

  • presenza contemporanea di altri alunni BES.

Tutto ciò serve a non fare sentire l'alunno isolato e abbandonato a se stesso, come specificato in dettaglio dalla nota MIUR che chiarisce le disposizioni del nuovo Dpcm:

“In materia di inclusione scolastica per tutti i contesti ove si svolga attività in Didattica Digitale Integrata il DPCM, nel richiamare il principio fondamentale della garanzia della frequenza in presenza per gli alunni con disabilità, segna nettamente la necessità che tali attività in presenza realizzino un’inclusione scolastica “effettiva” e non solo formale, volta a “mantenere una relazione educativa che realizzi effettiva inclusione scolastica”.

I dirigenti scolastici, unitamente ai docenti delle classi interessate e ai docenti di sostegno, in raccordo con le famiglie, favoriranno la frequenza dell’alunno con disabilità, in coerenza col PEI (Piano Educativo Individualizzato) nell’ambito del coinvolgimento anche, ove possibile, di un gruppo di allievi della classe di riferimento, che potrà variare nella composizione o rimanere immutato, in modo che sia costantemente assicurata quella relazione interpersonale fondamentale per lo sviluppo di un’inclusione effettiva e proficua, nell’interesse degli studenti e delle studentesse.

Le medesime comunità educanti valuteranno, inoltre, se attivare misure per garantire la frequenza in presenza agli alunni con altri bisogni educativi speciali, qualora tali misure siano effettivamente determinanti per il raggiungimento degli obiettivi di apprendimento da parte degli alunni coinvolti; parimenti, si potranno prevedere misure analoghe anche con riferimento a situazioni di “digital divide” non altrimenti risolvibili”.