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Didattica differenziata: di cosa si tratta e come funziona

Didattica differenziata: di cosa si tratta e come funziona
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Il progetto della didattica differenziata nasce grazie al movimento per l'innovazione scolastica “Avanguardie educative”, con la collaborazione scientifica dell’Indire, dell’Università di Firenze e dell’Università di Pesaro-Urbino, con l’obiettivo di diffondere la pratica didattica differenziata quale modalità innovativa di gestione dell’aula e delle attività scolastiche.

Didattica differenziata: la metodologia

La metodologia della didattica differenziata prevede che gli studenti svolgano in classe attività diverse contemporaneamente, lavorando in autonomia o suddivisi in piccoli gruppi.

La base di questo approccio è quello di riconoscere le differenze e i talenti, promuovere le potenzialità e dare la possibilità agli alunni di seguire il proprio ritmo di apprendimento.

Tutto questo è correlato a una nuova idea di aula e di spazio educativo: non esistono cattedre o file di banchi, ma aree diversificate che lasciano posto ad arredi più flessibili, come ad esempio i banchi modulari, ideali anche per attività ricreative o da fare in gruppo (tavoli tondi, mobili a giorno-contenitori, ecc.). Il docente diventa così un facilitatore che predispone i materiali e gli strumenti di lavoro, e lascia che ogni alunno scelga in quale modalità svolgere i compiti. Il suo ruolo diventa quello di assistere e affiancare gli alunni mentre studiano; questa vicinanza fisica gli consente, infatti, di intervenire in modo più capillare ed efficace sulle singole situazioni, correggendo tempestivamente eventuali errori prima che diventino prassi.

L’insegnante concorda insieme ai suoi alunni le attività della giornata e la loro durata, e alla fine delle lezioni mette a disposizione di ognuno una scheda per l’autovalutazione, affinché gli studenti possano registrare progressi e debolezze incontrate durante il lavoro.

Didattica differenziata: i vantaggi

L’attività didattica viene svolta in diverse modalità che vanno dal lavoro individuale a quello di coppia o per piccoli gruppi: in questo modo, gli alunni possono aiutare i propri compagni favorendone così l’inclusione.Uno degli aspetti positivi dell’adozione di questa metodologia è la prospettiva con cui guarda al concetto di “differenza”, laddove questa non rappresenta più una difficoltà, ma si fa elemento da valorizzare, risorsa su cui costruire un progetto pedagogico. Gli studenti si sentono più liberi e imparano che nelle diversità si può collaborare, rafforzando i valori della tolleranza e del rispetto degli altri. 

 

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