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Riforma Scuola, ecco la bozza del decreto: prevista l'approvazione entro il 30 giugno 2022

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Riforma Scuola, ecco la bozza del decreto: prevista l'approvazione entro il 30 giugno 2022
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È stata presentata ieri ai sindacati la bozza della riforma sulla scuola, che deve essere varata entro il 30 giugno 2022.

Si prevede una fase transitoria fino al 2024, anno in cui poi il nuovo sistema di reclutamento entrerà a regime. 

L'ambizioso programma che si è prefisso il governo è di portare in cattedra ben 70 mila nuovi docenti di ruolo entro il 2024.

Riforma Scuola: come si diventerà insegnanti

Il percorso formativo inizierà già durante gli anni universitari, durante i quali verrà richiesto il conseguimento di 60 CFU. Metà dei crediti dovranno essere accumulati tramite un tirocinio nelle scuole, a cui si aggiungerà una simulazione di insegnamento che sarà la prova finale.

Riforma Scuola: concorsi a cadenza annuale

Un'altra novità saranno i concorsi a cadenza annuale e non più biennale, e sarà un'unica prova scritta con quiz a risposta multipla. Con un punteggio di 70/100 ci sarà l'accesso alla prova orale e alla valutazione dei titoli.

Riforma Scuola: i requisiti per accedere al concorso

Per accedere al concorso scuola, servirà avere uno di questi tre requisiti:

- abilitazione con 60 CFU;

- 30 CFU, di cui 15 di tirocinio. Quando si vincerà poi il concorso, sarà possibile poi acquisire altri 30 CFU nell'anno di prova;

- i docenti già precari dovranno avere svolto almeno 36 mesi di servizio negli ultimi 5 anni, anche non continuativi.

Riforma Scuola: la doppia graduatoria

Secondo la bozza, per ogni classe di concorso, verranno stilate due diverse graduatorie dei vincitori. Nella prima graduatoria verranno elencati i vincitori che possiedono l’abilitazione specifica richiesta per la classe di concorso, mentre nell’altra verranno elencati i vincitori che sono in possesso dei requisiti minimi. I vincitori della prima graduatoria verranno immessi in ruolo con precedenza sui vincitori della seconda graduatoria, mentre questi ultimi verranno "immessi in servizio con contratto a tempo determinato part-time, nel limite dei posti vacanti e disponibili residui annualmente autorizzati".

Riforma Scuola: la progressione stipendiale

L'aumento di stipendio non sarà legato solo all'anzianità, ma anche alla formazione continua. 

Verranno erogate periodiche prove intermedie, in conseguenza dei percorsi di formazione e aggiornamento che dovranno svolgere gli insegnanti. La verifica finale sarà anche collegata alla valutazione del miglioramento dei risultati degli alunni. 

Scarica la bozza del decreto

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